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HomePage Associazione Gite e Manifestazioni 25/08/2008 (B)


Dopo la visita del 25 agosto 2008 dai “Monaci del Frullone”, convento di Frati Francescani realizzato con ex carrozze ferroviarie, i soci Maximiliano Verde, Pasquale Cantiello e Salvatore Fioretto hanno fatto una breve escursione ripercorrendo il vecchio tracciato della “Piedimonte” Piscinola-Capodichino, alla ricerca di vestigia e reperti della cara ferrovia sopravvissuti nel tempo.

Signori in carrozza… si parte!

Il “viaggio” inizia passando per il passaggio a livello in prossimità della stazione di Piscinola, dove è sopravvissuto solo un pilastrino di cemento della vecchia staccionata in CA.

In via Miano, abbiamo notato ancora la presenza dei binari che fuoriuscivano dall’asfalto stradale. Mentre in via cupa di Miano, dove c’era il ponte immortalato tempo fa ed visibile sul sito "Le strade ferrate" del socio Rosario Serafino, emergono i cantieri della futura linea, con realizzazione in corso della galleria a cielo aperto.

Ancora, girando tra strade trafficate e incroci con semafori perennemente col rosso, ecco ritrovare un altro frammento di binari, questa volta in via cupa delle Vedove.

Al corso di Secondigliano, in prossimità del commissariato di Polizia, scorgiamo la vecchia stazione di Secondigliano, inconfondibile struttura della “Piedimonte”, anche se leggermente ritoccata nei colori e nelle forme; l’edificio è però abitato da privati. Questa fu la stazione terminale della ferrovia prima della definitiva soppressione del 1976.

In via Calata Capodichino scorgiamo il bel ponte in cemento armato e più giù, agli inizi di corso Maddalena, emergono ben tre tralicci della linea aerea con tanto di binari!

Arriviamo infine di fronte all’ingresso dell’aeroporto militare di Capodichino, qui notiamo i curiosi tralicci-faro della stazione omonima. La curiosità si evince chiaramente poiché questi fari sono stati recuperati e installati in un ultimo momento, poichè stranamente hanno un orientamento ed un’angolazione che va al di fuori dell’area della stazione da illuminare.
Fino a pochi anni fa esisteva ancora il gabbiotto della stazione realizzato in alluminio e vetro, purtroppo demolito da mani ignote. Altra curiosità è la presenza dei pali TE che non sono i tipici “reticolati” (tipo LS) che conosciamo, ma sono i classici pali tubolari in acciaio verniciati in grigio, di tipo rastremato, con i porta isolatori dello stesso tipo di quelli utilizzati dalla Cumana e dalle ferrovie dello Stato (tipo M).

Ritornati sulla strada per Piscinola, troviamo il punto dove esisteva il ponte della ferrovia in prossimità dell’incrocio tra via Vecchia Comunale Miano e via Masoni.

Arrivati a Piscinola, non resistiamo per andare a visitare la nuova stazione di Piscinola-Scampia, terminal napoletano della Linea 1 della Metropolitana di Napoli e, al momento, della nuova "Tratta bassa" dell'alifana.
La struttura infatti è disposta su vari livelli poiché qui le due linee si sovrappongono: MCNE (1° livello) e Metronapoli (2° livello); un suggestivo è lungo ambiente-corridoio collega le due stazioni che in futuro realizzerà il decantato interscambio.
Entriamo e ci avviamo verso i binari MCNE della stazione “Arcobaleno”, chiamata anche così poichè custodisce e riprende nelle sue architetture tutti i colori dell’arcobaleno; ogni singolo colore sarà poi utilizzato per decorare le future fermate della nuova tratta bassa: Rosso (Teverola), Arancione (Aversa 167), Verde (Aversa), Giallo (Aversa Ippodromo), Azzurro (Giugliano), Indaco (Melito) e Viola (Mugnano).
Riaperta da poco al servizio regolare, dopo la pausa tecnica per predisporre la linea al prolungamento dell’esercizio fino ad Aversa, essa si presenta ben tenuta e ordinata, è invitante alla visita per le opere d'arte esposte e per le chiare informazioni presenti sulla tratta in costruzione; essa si presenta anche tecnologicamente all'avanguardia per dotazioni infrastrutturali (numerosi monitor LCD sulle banchine, scale mobili, ascensori, indicazioni per ciechi in braille, ecc.) ed è ammirabile il solerte servizio di sorveglianza affidato a dei vigilantes privati.

Mentre sostavamo in prossimità del binario, con molta nostalgia, pensavo agli anni d’oro della vecchia “Piedimonte” ma allo stesso tempo, felice di potermi ritrovare a prendere il treno nello stesso luogo, anche se con impianti e treni di forme diverse… e pensando al treno, ecco giungere da Mugnano uno dei convogli MA100 ancora in livrea giallo-grigio MCNE.

Terminata la bella giornata, ci siamo salutati molto calorosamente riproponendoci nuovi appuntamenti alla volta di altre mete ed itinerari, sempre imperniati sulla passione che ci accomuna: la ferrovia Alifana… pardon, la ferrovia MCNE!

Salvatore Fioretto


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