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HomePage Associazione Gite e Manifestazioni 8-9/11/2008
Anche quest’anno, dopo la prima assoluta dell’anno scorso, il GAFA è stato invitato, dal Club MASC di Santa Maria Capua Vetere (CE), alla mostra di modellismo statico, giunta alla XIV edizione, che si è tenuta nei locali dell’associazione culturale Agorà nel casale di Sant’Andrea de’ Lagni nel comune di Santa Maria, nei giorni 8 e 9 novembre 2008. Ma, mentre lo scorso anno il nostro settore modellistico ha potuto offrire ben poco del proprio operato se non gli scheletri disadorni di due moduli, per questa edizione la musica è stata diversa. Reduci dall’ottima prova della mostra scambio di Salerno organizzata dagli amici dell’associazione modellistica salernitana 835-114, il GAFA ha proposto lo stato dell’arte attuale portando in mostra i primi moduli, a norma FREMO, del nascente plastico della ferrovia Alifana alta ambientata negli anni ’80 (epoca IV), insieme agli amici salernitani che hanno proposto la stazione di Fratte della linea Salerno-Mercato Sanseverino. I nostri moduli rappresentavano le stazioni di S.Angelo in Formis, Pontelatone e San Iorio (quest’ultima in curva e con il binario debitamente sopraelevato!), più il tratto di linea che con un ponte attraversa l’Autostrada del Sole. L’appuntamento per i soci è stato per il venerdi precedente la data di apertura della mostra per il montaggio dei moduli e l’interfacciamento con la stazione di Fratte. Dopo non pochi problemi per il montaggio delle gambe di sostegno dovuti all’ingrossamento del legno a causa dell’umidità, finalmente il tracciato ha cominciato a prendere forma. Dati i problemi di spazio, che ad onor del vero quest’anno è stato assegnato in maggior quantità ed in un luogo ottimale per le visite del pubblico, si è optato per un montaggio dei moduli sui generis, cioè montando le stazioni come meglio si poteva per ottimizzare lo spazio, senza alcun riferimento al tracciato reale.
Alla data di apertura ufficiale e dopo la cerimonia di inaugurazione del sindaco di Santa Maria Capua Vetere, dott. Giancarlo Giudicianni, il pubblico ha potuto accedere ai locali della mostra. Il GAFA aveva portato quel giorno, attraverso i suoi soci, una vaporiera 740, una 743, una doppia di ALn772, tre Centoporte nelle tre classi, una miriade di carri merci, una D345 ed altri rotabili non messi in circolazione. Inutile dire che l’entusiasmo del pubblico composto in mattinata quasi esclusivamente da bambini, è stato concentrato nel transito della 740 che, grazie alla tecnologia digitale legata al fermodellismo, emetteva tutti i suoni tipici di una locomotiva compresa l’emissione di un sorprendente fumo dalla ciminiera! I bambini, i veri giudici sinceri ed implacabili di qualsiasi manifestazione, hanno implicitamente promosso il nostro plastico a colpi di occhioni di meraviglia e bocche aperte, molti di loro convincendo i propri genitori a visitarci nel pomeriggio ed a stupirsi con loro, ed anche se in molte occasioni abbiamo temuto il peggio per i nostri moduli, dato che i bambini vi si appoggiavano per vedere meglio, dato che, poverini, i loro occhi erano più bassi del metro e trenta d’altezza da terra imposto dalle norme per il piano del ferro, non possiamo far di più che ringraziarli tutti sinceramente! L’affluenza di pubblico, comunque, è stata sempre abbondante ed entusiasta. Alcuni anziani, vedendo i vecchi treni, rinverdivano i loro ricordi, mentre alcuni soci dell’associazione Agorà invitavano loro conoscenti a farci visita.
Dal canto nostro, oltre a riempirci di soddisfazione ad ogni sguardo del pubblico, abbiamo potuto offrire “soltanto” un va e vieni di treni, movimentando le scene con qualche manovra o fermata a richiesta per qualche foto in linea… La domenica l’affluenza di pubblico è stata ancora maggiore, ma c’era da aspettarselo. Abbiamo ricevuto anche la visita gradita del nostro Presidente che ci ha offerto le paste (fortunatamente non sfogliatelle…), ringraziandoci e meravigliandosi con noi del caloroso affetto del pubblico.
Domande, richieste, “come fate”, “guarda: fa il fumo!”, ancora bambini (tutti educati, eh, nessuno che si fosse permesso di toccare qualcosa “senza permesso”) che chiedevano di essere presi in braccio dai genitori per vedere dall’alto il trenino che faceva fumo, sono stati il leit motiv di entrambe le giornate.
Ma il GAFA, dalla mostra del modellismo, ha ottenuto molto di più. Il primo premio, per così dire, lo ha ricevuto dai nuovi otto iscritti all’associazione, alcuni dei quali si sono presentati con il loro materiale rotabile, dimostrando di essere diventata, di fatto, un polo attrattore per i modellisti ferroviari nascosti nella nostra Provincia; il secondo premio è venuto dall’invito, ancora ufficioso, ad una mostra di modellismo navale pervenutaci da un espositore che in via del tutto eccezionale, solo per noi e per gli amici salernitani, ci fornirà uno spazio per il montaggio dei moduli completi dell’Alifana e della Salerno-Mercato Sanseverino; il terzo premio, ma che compendia i primi due e tutto quanto già detto, lo ha ricevuto dal pubblico che le ha regalato notorietà, soddisfazione e sincero affetto a dimostrazione della bontà della strada intrapresa.
Il GAFA, infine, è anche un piccolo “donatore di sogni”. Un nostro socio ha potuto salire, dopo ben trentadue lunghissimi anni di attesa e non senza poca emozione sulla vecchia elettromotrice della “Piedimonte”, che giace derelitta sui binari (ancora presenti!) del vecchio deposito ormai in rovina, della stazione di Santa Maria/Sant’Andrea de’ Lagni della vecchia linea bassa, a pochi metri dal luogo della mostra modellistica. Quell’elettromotrice e la sua rimorchiata, rappresentano un chiodo fisso per l’associazione che ne sta studiando il recupero per fini museali o per la monumentalizzazione, recupero affatto semplice date le condizioni più prossime alla rovina che al recupero, ma che non demoralizzano certo persone ben motivate nel divulgare la storia di una ferrovia che ha rappresentato un importantissimo mezzo di trasporto, avveniristico per l’epoca di apertura della linea (1913) e che, a quasi cento anni dalla nascita, ha ancora tanto da dire attraverso le parole scritte in ogni foto storica, in ogni ricordo, in ogni residuo di binario ancora affiorante, in ogni opera architettonica, lasciata a testimonianza di un passato fulgido che attraverso il GAFA deve rivivere.
Francesco Alois
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