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'A ferrovia 'e cartone, ovvero "la ferrovia fatta di cartone", era così soprannominata dalla gente locale per via dei suoi rotabili poco accoglienti, servizi non sempre efficienti, linee a volte interrotte per atti di brigantaggio e, non per ultimo, per le vicende storiche e soluzioni tecniche assai particolari che hanno appunto caratterizzato questa ferrovia.
CFMI (Compagnia delle Ferrovie del Mezzogiorno d’Italia), TPN (Tranvie Provinciali Napoli), CTP (Consorzio Trasporti Provinciali Napoli), FNP (Ferrovia Napoli-Piedimonte), FABN (Ferrovia Alifana e Benevento - Napoli) e GGFA (Gestione
Governativa Ferrovia Alifana) sono le sigle che negli anni hanno identificato la ferrovia Alifana e che oggi ha assunto la denominazione sociale in Metrocampania Nord-Est (MCNE).
L'Alifana è oggi una ferrovia in Gestione Commissariale Governativa, ovvero gestita da privati ma affidata alle Ferrovie dello Stato SpA; quest'ultime hanno il compito di ristrutturarla con interventi di ammodernamento e potenziamento grazie ai fondi statali (Legge 662/96) e alla supervisione del Ministero dei Trasporti e della Navigazione.
Questa ferrovia, un tempo in Concessione (ovvero gestite da soggetti privati), fu concepita per collegare a Napoli l'area pedemontana del Matese e prende il suo nome dalla stazione terminale della linea : Piedimonte d'Alife, che dal 1970 è divenuta Piedimonte Matese.
La ferrovia Alifana (Napoli–S.Maria C.V.-Piedimonte Matese) è una linea a binario unico armata con rotaie 50UNI, è lunga Km 41+245 con 8 stazioni e 4 fermate, la trazione è diesel e il parco rotabili in ordine di servizio è composto da 17 Automotrici della serie ALn663, ALn668, ALn773 e ALn880.
Oggi sono presenti ancora molte testimonianze di questa ferrovia, dai tratti di linea ancora armati alle carcasse di rotabili, da quelle che furono le stazioni ai resti dei ponti.
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