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Eventi Bellici

L'arrivo del Primo Conflitto Mondiale non comportò danni per la linea, ma di certo non passò innosservato a causa delle sue conseguenze.
La scarsità di carbone, infatti, costrinse la compagnia ferroviaria ad utilizzare legna in sostituzione del carbone che purtroppo rendeva molto poco e, la minore potenza sviluppata dalle locomotive, fecero allungare i tempi di percorrenza.

Con la fine del conflitto la situazione ritornò normale e il 14 aprile 1923, a soli dieci anni dalla data di apertura, l'esercizio passò ad una Gestione Commissariale Governativa assumendo la denominazione "Ferrovia Napoli Piedimonte" (FNP); la vita sull'Alifana continuò tranquilla per tutto il ventennio successivo.

Nel 1943 anche l’ansa del Volturno fu uno degli ultimi teatri della seconda guerra mondiale, che rispetto alla Prima, portò lutti e distruzioni; basti pensare all’Eccidio di Monte Carmignano a Caiazzo! Gli alleati, infatti, da poco sbarcati a Napoli e in marcia verso il nord Italia, misero in fuga i tedeschi che per coprirsi la ritirata e rallentare l’avanzata americana, distrussero tutto ciò che poteva favorirli. Il 6 ottobre 1943 infatti, sulla tratta Santa Maria Capua Vetere - Piedimonte d’Alife, i guastatori tedeschi fecero saltare in aria i binari ogni 50 metri e quasi tutti i ponti furono distrutti, tra cui quello in ferro sul fiume Volturno che a tutt’oggi sono ancora visibili i resti.
Anche la tratta bassa subì dei danni all'infrastruttura ed al materiale rotabile, come il ponte in muratura che scavalcava l'attuale rete R.F.I. nei pressi di Sant'Andrea dei Lagni (ancora presenti i resti), ma tutto sommato con conseguenze meno gravi. Anche in questo periodo si verificarono disagi sul rifornimento di carbone.
Finita la guerra fu possibile ripristinare l'esercizio solo il tratto dell'Alifana bassa tra Napoli e Santa Maria Capua Vetere/Sant'Andrea dei Lagni, mentre la tratta alta rimase interrotta per parecchi anni durante il quale molti furono i progetti e le speranze per un imminente ripristino.

Prima che il treno tornasse a Piedimonte d’Alife, passarono molti anni grazie sia alla burocrazia che, sotto forma di Enti diversi, rimandava di anno in anno l'approvazione e i finanziamenti per la ricostruzione; sia ai problemi relativi alla concessione alla CFMI, che altro non fece se non ingarbugliare ancora di più la situazione.

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