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Origini

La costruzione di una ferrovia che potesse collegare i paesi del basso Matese con il capoluogo, se ne parlava già fin dalla metà dell'800, periodo in cui in Italia veniva inaugurata la prima ferrovia: la Napoli – Portici (3 ottobre 1839); nonostante i grandi interessi, nessun progetto concreto fu mai presentato.

Nel 1888 fu il comune di Caiazzo a farsi portavoce della necessità di costruzione della ferrovia e tale richiesta venne appoggiata da diversi comuni tra i quali Marano di Napoli.
Nel 1898 venne presentato un progetto per prolungare la tranvia Napoli-Aversa fino a Piedimonte d'Alife (oggi Piedimonte Matese - cambiato nome dal 1970), ma anche questa proposta non ebbe seguito.

In data 27 marzo 1900 si hanno i primi concreti passi verso la costruzione della ferrovia che, con il Regio Decreto 1 aprile 1900 n. 191, si accorda alla "Societé Anonyme des Tramways et des Chemins de Fer du Centre" la concessione per la costruzione e l'esercizio della ferrovia Napoli - Piedimonte d'Alife. Questa società, costituita in Francia con strumento per notaio Mathieu del 28 ottobre 1899, aveva la propria sede a Lione (Francia) con un capitale ammontante a corrispondenti a poco più di 580 euro diviso in 11.250 azioni e con presidente Florian Bautheon.

Nel 1905 la concessione viene ceduta alla “Compagnie des Chemins de Fer du Midi et d'Italie" (CFMI - Compagnia delle Ferrovie del Mezzogiorno d’Italia) con sede a Parigi, anchessa con un bel capitale azionario. In Italia la società era rappresentata dall'ing. Iulies Papleux che in qualità di direttore generale, dopo aver ottenuto l'esercizio della ferrovia elettrica Napoli - S. Maria Capua Vetere - Piedimonte d'Alife e aver prima depositato lo statuto sociale, l'atto costitutivo e tutti gli allegati nella cancelleria del Tribunale Civile il 20/12/1899, stabilì la sede principale in S. Maria Capua Vetere alla via Mazzocchi n.135.

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