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HomePage Ferrovia Tracciato Tratta Alta
L'attuale Tratta Alta
Il tracciato in questione è relativo alla tratta che giungeva a Piedimonte d'Alife, oggi Piedimonte Matese e che prima del secondo conflitto mondiale, attraversava S.Maria C.V. per giungere a Capua passando per Biforcazione; qui si dipartiva l’altra linea: l'Alifana "alta".
Seriamente danneggiata durante il periodo bellico, tutto il tratto ad est di S.Maria C.V. fu completamente ricostruito dopo ben 20 anni, ricalcando con le dovute varianti del caso, il percorso originale. Scomparvero così le grandi livelette da 40‰, le strettissime curve e lo scartamento metrico (950mm).
Dalla stazione di S.Maria Capua Vetere, precisamente dal Km. 209+403 della linea Napoli-Cassino-Roma, inizia con una grande curva, binario singolo e scartamento da m. 1.435, la ferrovia Alifana. Lasciati i binari R.F.I., il tracciato piega verso nord-est che con un lungo rettilineo si ricollega dopo quasi 3km,
Dal 5 aprile 1963 i treni hanno iniziato nuovamente a raggiungere l’hinterland alifano partendo ancora da Napoli, ma fino a Santa Maria Capua Vetere percorrono la i binari R.F.I. via Cancello-Caserta. Il tratto che ci interessa inizia a Santa Maria Capua Vetere e precisamente dal Km. 209+403 della linea Napoli-Cassino-Roma. Da qui la linea lascia quella a doppio binario elettrificato e, piegando a nord-est, tramite un viadotto costeggia l'anfiteatro dell'antica Capua e, superata la Via Appia, si incontra la prima fermata: Anfiteatro. La linea poi abbandona l'abitato di Santa Maria Capua Vetere riportandosi a livello di campagna e ripercorre il vecchio tracciato.
Dopo qualche chilometro, superato il punto dove un tempo c'era la vecchia biforcazione per Capua e scavalcata l'autostrada Napoli-Roma, si giunge alla stazione di Sant'Angelo in Formis. Dopo meno di un chilometro incontriamo la fermata ormai soppressa di San Iorio dopodichè, con un ampia curva verso nord, la linea attraversa per la prima volta il Volturno nei pressi dello storico ponte di Annibale; subito dopo c’è la stazione di Triflisco, disabilitata e impresenziata.
Subito dopo Triflisco la linea si appressa con andamento quasi rettilineo allo sperone di Caiazzo. In questo tratto la linea è poco sinuoso grazie ad una serie di brevi galleria che hanno evitato di utilizzare il vecchia percorso che in origine aggirava le colline lambendo la statale per Caiazzo. La nuova tratta, infatti, ha reso possibile curve con raggio più ampio e pendenze ridotte (25‰) che diedero filo da torcere alle vecchie vaporiere a scartamento metrico (40‰). Superata la prima serie di gallerie, la linea fuoriesce nei pressi del bivio della statale 264 per Pontelatone dove è ubicata l'omonima fermata. Successivamente la linea comincia a salire con livelletta da 25‰ portandosi sul fianco delle colline caiatine toccando la suggestiva stazioncina di Piana di Monte Verna.
Una serie di brevi gallerie consente di giungere al culmine della salita arrivando alla stazione di Caiazzo posta a 200m. s.l.m. La salita su Caiazzo, il centro più popoloso del medio percorso (qui è solito l’incrocio tra i treni pari e dispari), consente di evitare l’ansa che il fiume descrive intorno al monte maggiore (1.037m).
Dopo Caiazzo la linea, in rapida discesa, prosegue mantenendosi vicina alla statale. Il vecchio percorso qui attraversava la statale con un passaggio a livello nei pressi della casa cantoniera Cameralunga, utilizzata anche come fermata facoltativa. Dopo alcuni chilometri riattraversava nuovamente la statale all'altezza della casa cantoniera Villa Ortensia, anch'essa utilizzata come fermata facoltativa. Il nuovo percorso ha eliminato questi due passaggi a livello, mantenendosi sempre sulla destra della statale e creando una fermata a Villa Ortensia sul luogo della vecchia casa cantoniera, fermata di Villa Ortensia, al confine del territorio caiatino.
Proseguendo con un percorso quasi rettilineo, la linea tocca la stazione di Alvignano posta nel centro abitato e, dopo circa un chilometro, la successiva fermata di San Marco (in origine San Ferdinando). Qui la linea prosegue compiendo un'ampia curva verso est e, toccando la stazione di Dragoni, si immette nuovamente nella valle del Volturno che qui costituisce un’ampia pianura alluvionale che da origine alla piana alifana. Grazie ad un viadotto, per la seconda volta e tra una folta vegetazione, la ferrovia attraversa nuovamente il Volturno che con un andamento quasi rettilineo, giunge alla stazione di Alife.
Dopo la stazione di Alife, la linea riprende a salire con una pendenza del 23‰ seguendo il corso del Fosso Torano (affluente di sinistra del Volturno) per giungere alla stazione terminale di Piedimonte Matese posta a quota 170m s.l.m., ai piedi della catena montuosa del Matese, dove è presente anche un deposito-rimessa.
Rosario Serafino e Maximiliano Verde
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